About Me
- tagherut
Idir riesce a tener viva la propria lingua e le tradizioni berbere anche nella contaminazione con altre culture, grazie ai suoi numerosi progetti e collaborazioni internazionali.
Dolmen-Amref: l'Africa in mano ai bambini
Heidi, Pippi Calzelunghe, Alice, Pinocchio, Anna dai capelli rossi, Vicky, Charlie and Lola: arrivano per Natale due cofanetti DVD della Dolmen, con tutte le più belle avventure di questi personaggi così amati dai più piccoli, per allietare le feste dei bambini italiani e fare anche qualcosa di utile per i bambini africani.
I due cofanetti – rispettivamente di 21 e 22 episodi per la durata di circa 453 minuti ciascuno – sono editi nell'ambito del progetto "Dolmen Junior per l'Africa con AMREF", che nasce dalla collaborazione tra Dolmen Home Video e AMREF: per ogni cofanetto acquistato saranno devoluti 2 euro al progetto "Children in need", il programma di recupero dei ragazzi di strada gestito da AMREF a Nairobi, in Kenya. Per maggiori informazioni sul progetto: www.amref.it
"Madagascar 2": lo sbarco in Africa
Arriva a Natale (uscita il 19 dicembre in 650 sale) il secondo episodio del film di animazione Madagascar. Il lungometraggio Madagascar 2 è una commedia piena di gag adatta a tutte le età, centrata su un gruppo di animali irresistibilmente nevrotici e portatrice di un messaggio antirazzista. Mostra come anche il "diverso" da te può esserti vicino: un ippopotamo e una giraffa che si innamorano, un leone e una zebra amici.
Diretto da Eric Darnell e Tom McGrath, il film è un mix di divertimento, azione e di "politicamente corretto": i quattro simpatici protagonisti - l'egocentrico leone, il suo amico la zebra Marty, la giraffa ipocondriaca Melman, l'ippopotamo femmina Gloria - alla fine del primo film speravano di lasciare le spiagge dell'isola africana per far ritorno a casa, allo zoo di New York, ma in questo episodio vedremo che le cose andranno diversamente e che i nostri eroi, aiutati (si fa per dire) dai loro folli amici pinguini, finiranno nelle vaste pianure africane...
http://www.madagascar-themovie.com/
Buone feste...
clicca sul link...
L'esposizione raccoglie i risultati dell'attività svolta tra il 2002 e il 2008 dal CeSMAP - Centro Studi e Museo d'Arte Preistorica di Pinerolo il quale, in collaborazione con l'INSAP - Institut National des Sciences de l'Archéologie et du Patrimoine di Rabat, Missioni che hanno portato all'elaborazione del Progetto del Parco Nazionale di Jbel Sarhro, territorio di grande interesse scientifico per lo studio della natura, dell'antropizzazione e dell'archeologia africana. Il progettato Parco Nazionale di Jbel Sarhro, nel Sud – Est del Marocco, inserito tra la catena montuosa dell'Atlante ed il deserto del Sahara, in una zona arida a quote mediamente elevate, comprende la regione delimitata dalla strada nazionale Ouarzazate – Boumalene – Tinrhir – Errachidia – Boudnibe a Nord ed a Sud dalla strada nazionale Ouarzazate – Agdez – Mhamid. Dopo l'edizione in Italia
Centro studi archeologia africana
Il Centro studi di archeologia africana di Milano ha aperto il sito internet della Compagnia delle perle: http://perle.csaamilano.it:80// . Il sito è accessibile sia direttamente, sia dal sito principale http://www.csaamilano.it//
La Compagnia delle Perle (CdP) si è costituita nel 2007 come uno dei "gruppi di lavoro" del Centro Studi Archeologia Africana (CSAA); la CdP, come il CSAA, ha sede presso il Museo di Storia Naturale di Milano. La CdP è aperta a tutti coloro che sono interessati al tema delle perle, intese come oggetti forati che si possono infilare per comporre collane o altri oggetti, in qualsiasi epoca le perle siano state o siano tuttora prodotte, per qualsiasi scopo siano state utilizzate e di qualsiasi materiale siano composte, senza limitazioni di area geografica. Organizza mostre, incontri, conferenze, pubblicazioni, promuove lo scambio e la diffusione di conoscenza sul tema delle perle.
Brahim Ag Safi poeta nomade di Tamanrasset
(da "Leblogsaharien")
Brahim Ag Safi è un nomade del deserto, parla tamahak e scrive in tifinar. E' nato nel deserto e in mezzo ad esso è cresciuto: con le sua mani ha accarezzato la sabbia e con i piedi nudi ha calpestato le spine dell'acacia. Da sempre, il potente "ngouia" (il vento del Sahel) gli ha fatto sognare di raggiungere in volo gli altri uomini per parlare loro della sua civiltà lontana, cosa che si può fare solo raccontando intorno a un fuoco, al crepuscolo, quando i piccoli nomadi rientrano all'accampamento con i loro greggi...
Ecco una delle sue poesie...
Je suis ni rebelle, ni politicien
Non plus un trafiquant d'armes ni un cannibale
africain
Mais un homme libre comme le vent du Sahara
J'aime la vie, j'aime la paix, et l'amour entre les êtres humains
Je ne suis pas un clochard clandestin
Non plus un drogué façon colombienne
Ni un bandit de la mafia américaine
Mais un nomade Sahélien
J'aime danser, j'aime chanter la voix de la belle fille
malienne
Je n'ai pas voté pour la guerre en Irak
Non plus pour les islamistes algériens
Mais je suis pour Assalam Aleikoum
J'aime l'amitié et l'égalité entre toute l'humanité
| L'Africa a Parigi Il programma delle mostre parigine su temi africani nei prossimi mesi è particolarmente ricco. | |||
| | |||
Muséé di Quai Branly: dal 14 ottobre 2008 al 4 gennaio 2009. "Peintures mytiques de Nouvelle-Guinée" In mostra i dipinti di tre artisti contemporanei della Nuova Guinea (provincia del Sepik orientale): Kowspi Marek, Chiphowka Kowspi e Agatoak Kowspi. Attraverso il mito d'origine del popolo Kwoma, l'esposizione racconta come gli uomini sono usciti dalla terra... |
Festad'AfricaFestival 2008
Festival internazionale delle culture dell'Africa contemporanea
settima edizione
Roma 16 – 21 Settembre 2008
Teatro Palladium Roma
Organizzata dal Centro Ricerche Teatrali scenaMadre, promuove e sostiene le espressioni artistiche contemporanee del continente africano, con lo scopo di conoscerne e diffonderne i contenuti e i valori universali e di sensibilizzare, attraverso la cultura, l'integrazione e l'incontro tra culture e popoli. Fino ad oggi sono state coinvolte e presenti al Festival più di 20 Nazioni. La Cultura contemporanea in tutte le sue forme dal Teatro alla Danza, dalla Musica alla Scultura, dal Cinema alla Letteratura con i loro artefici, sono i protagonisti di questo avvenimento: approfondimenti e programma http://www.festadafricafestival.com/
Haile Gerima, una delle personalità più interessanti della cultura etiope e del cinema africano in generale, dopo anni di silenzio ha presentato alla Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia Teza, film-saga che attraverso il racconto della vita dell'intellettuale etiope Anberber ripercorre un significativo frammento di storia a cavallo tra Etiopia e Germania, Africa ed Europa, Occidente acculturato e Terzo Mondo vittima dittatura di Mengitsu. Teza, insieme a Gabbla (Inland) ha rappresentato l'Africa nel concorso. Teza è ambientato nel presente di un villaggio nel cuore dell'Etiopia dove Anberber, medico laureato in Germania, torna in età avanzata. Di ritorno in Etiopia, egli sarà travolto dall'invasione ideologica di dottrine politiche di stampo marxista, che alcuni capi-partito etiopi hanno importato da altri paesi. Dopo i due premi ufficiali della Mostra (quello della Giuria e quello di Cinemavvenire per il "Cinema per la pace e la ricchezza della diversità"), il regista etiope ha ricevuto a Venezia anche la Segnalazione Cinema for UNICEF, assegnata dalla giuria dei ragazzi del Leoncino d'Oro Agiscuola 2008.
Il Premio Fipresci al miglior film in concorso è stato attribuito a Gabbla (Inland) del regista algerino Tariq Teguia, tornato a Venezia a presentare la sua opera seconda ambientata in uno spazio da ridefinire tra l'Algeria, il Marocco e il Ciad: attraverso la vicenda del topografo Malek, analizza l'attuale Algeria tra guerre, fondamentalismi e povertà.
Il fantasma delle guerre coloniali fa da sfondo al lungometraggio della regista portoghese Margarida Cardoso, A Costa dos Murmúrios (La costa dei sussurri, 2004), liberamente tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice portoghese Lídia Jorge (La costa dei sussurri, Firenze, Giunti Editore, 1992, 280 pp). Nel 1988 la Jorge, che appartiene alla generazione di scrittori post rivoluzione, ha rielaborato la sue esperienza di vita in Angola e Mozambico negli anni delle guerre coloniali. Racconta in forma di diario personale l'esperienza della giovane Evita, che alla fine degli anni '60 si trasferisce in Mozambico per sposare il suo fidanzato Luis, giovane studente di matematica, trasferito dall'esercito in Africa. Ben presto la giovane si rende conto che Luis è non è più lo stesso e che le tensioni della guerra lo hanno portato a diventare una triste imitazione del capitano Forza Leal. Quando Evita rimane sola in seguito alla partenza dell'esercito portoghese per una missione al nord del paese, disperata cerca di comprendere cosa ha cambiato Luis: la ragazza capisce molti aspetti oscuri grazie a Helena, moglie di Leal, rinchiusa in casa in attesa del ritorno del marito a causa di un'assurda promessa. A questo s'intrecciano gli eventi politici e la scoperta della realtà attraverso l'incontro con un insolito giornalista.
Per ricordare il maestro del cinema egiziano Youssef Chahine, recentemente scomparso, la Mostra di Venezia ha scelto di proiettare il suo capolavoro del 1958, Bab al-hadid (Stazione centrale), un melodramma che combina atmosfere noir e un realismo ancora memore della lezione italiana, in cui Chahine ha modo di recuperare la passione per la recitazione, vestendo i panni di Kinnawi, un povero e zoppo venditore di giornali ossessionato dalla prorompente venditrice di bibite Hannouma.