mercoledì 10 dicembre 2008

Dolmen-Amref: l'Africa in mano ai bambini

Heidi, Pippi Calzelunghe, Alice, Pinocchio, Anna dai capelli rossi, Vicky, Charlie and Lola: arrivano per Natale due cofanetti DVD della Dolmen, con tutte le più belle avventure di questi personaggi così amati dai più piccoli, per allietare le feste dei bambini italiani e fare anche qualcosa di utile per i bambini africani.
I
due cofanetti – rispettivamente di 21 e 22 episodi per la durata di circa 453 minuti ciascuno – sono editi nell'ambito del progetto "Dolmen Junior per l'Africa con AMREF", che nasce dalla collaborazione tra Dolmen Home Video e AMREF: per ogni cofanetto acquistato saranno devoluti 2 euro al progetto "Children in need", il programma di recupero dei ragazzi di strada gestito da AMREF a Nairobi, in Kenya. Per maggiori informazioni sul progetto: www.amref.it

"Madagascar 2": lo sbarco in Africa

 

Arriva a Natale (uscita il 19 dicembre in 650 sale) il secondo episodio del film di animazione Madagascar. Il lungometraggio Madagascar 2 è una commedia piena di gag adatta a tutte le età, centrata su un gruppo di animali irresistibilmente nevrotici e portatrice di un messaggio antirazzista. Mostra come anche il "diverso" da te può esserti vicino: un ippopotamo e una giraffa che si innamorano, un leone e una zebra amici.
Diretto da Eric Darnell e Tom McGrath, il film è un mix di divertimento, azione e di "politicamente corretto": i quattro simpatici protagonisti - l'egocentrico leone, il suo amico la zebra Marty, la giraffa ipocondriaca Melman, l'ippopotamo femmina Gloria - alla fine del primo film speravano di lasciare le spiagge dell'isola africana per far ritorno a casa, allo zoo di New York, ma in questo episodio vedremo che le cose andranno diversamente e che i nostri eroi, aiutati (si fa per dire) dai loro folli amici pinguini, finiranno nelle vaste pianure africane...

http://www.madagascar-themovie.com/

 

Buone feste...

 
clicca sul link...

 

 

 

giovedì 27 novembre 2008
Marocco-Sahara. Dai dinosauri alle kasbah. Parco nazionale di Jbel Sarhro-Marocco.
Natura e cultura tra Atlante e Sahara.
A cura di: CeSMAP – Centro Studi e Museo d'Arte Preistorica, museo Civico di Archeologia e Antropologia – Pinerolo. INSAP – Institut National des Sciences de l'Archéologie et du Patrimoine. Ministère de la Culture, Rabat, Maroc
Chiesa di S. Agostino – Pinerolo
Dal 29 novembre 2008 al 28 giugno 2009.
Orari: Sabato 15,00 – 18,00 / Domenica 10,30 – 12.30 e 15,00 – 18,00. Visite guidate per Scuole e Gruppi: tutti i giorni, su prenotazione Tel.  0121 794382    -  Fax. 0121 75547
Sito web: www.cesmap.it

L'esposizione raccoglie i risultati dell'attività svolta tra il 2002 e il 2008 dal CeSMAP - Centro Studi e Museo d'Arte Preistorica di Pinerolo il quale, in collaborazione con l'INSAP - Institut National des Sciences de l'Archéologie et du Patrimoine di Rabat, Missioni che hanno portato all'elaborazione del Progetto del Parco Nazionale di Jbel Sarhro, territorio di grande interesse scientifico per lo studio della natura, dell'antropizzazione e  dell'archeologia africana. Il progettato Parco Nazionale di Jbel Sarhro, nel Sud – Est del Marocco, inserito tra la catena montuosa dell'Atlante ed il deserto del Sahara, in una zona arida a quote mediamente elevate, comprende la regione delimitata dalla strada nazionale Ouarzazate – Boumalene – Tinrhir – Errachidia – Boudnibe a Nord ed a Sud dalla strada nazionale Ouarzazate – Agdez – Mhamid. Dopo l'edizione in Italia la Mostra sarà allestita in Marocco a Rabat.

Centro studi archeologia africana

Il Centro studi di archeologia africana di Milano ha aperto il sito internet della Compagnia delle perle: http://perle.csaamilano.it:80// . Il sito è accessibile sia direttamente, sia dal sito principale http://www.csaamilano.it//

La Compagnia delle Perle (CdP) si è costituita nel 2007 come uno dei "gruppi di lavoro" del Centro Studi Archeologia Africana (CSAA); la CdP, come il CSAA, ha sede presso il Museo di Storia Naturale di Milano. La CdP è aperta a tutti coloro che sono interessati al tema delle perle, intese come oggetti forati che si possono infilare per comporre collane o altri oggetti, in qualsiasi epoca le perle siano state o siano tuttora prodotte, per qualsiasi scopo siano state utilizzate e di qualsiasi materiale siano composte, senza limitazioni di area geografica. Organizza mostre, incontri, conferenze, pubblicazioni, promuove lo scambio e la diffusione di conoscenza sul tema delle perle.

 
 
giovedì 20 novembre 2008

Brahim Ag Safi poeta nomade di Tamanrasset

(da "Leblogsaharien")

poeme-brahim.jpg

Brahim Ag Safi è un nomade del deserto, parla tamahak e scrive in tifinar. E' nato nel deserto e in mezzo ad esso è cresciuto: con le sua mani ha accarezzato la sabbia e con i piedi nudi ha calpestato le spine dell'acacia. Da sempre, il potente "ngouia" (il vento del Sahel) gli ha fatto sognare di raggiungere in volo gli altri uomini per parlare loro della sua civiltà lontana, cosa che si può fare solo raccontando intorno a un fuoco, al crepuscolo, quando i piccoli nomadi rientrano all'accampamento con i loro greggi...

Ecco una delle sue poesie...

Je suis ni rebelle, ni politicien
Non plus un trafiquant d'armes ni un cannibale
africain
Mais un homme libre comme le vent du Sahara
J'aime la vie, j'aime la paix, et l'amour entre les êtres humains
Je ne suis pas un clochard clandestin
Non plus un drogué façon colombienne
Ni un bandit de la mafia américaine
Mais un nomade Sahélien
J'aime danser, j'aime chanter la voix de la belle fille
malienne
Je n'ai pas voté pour la guerre en Irak
Non plus pour les islamistes algériens
Mais je suis pour Assalam Aleikoum
J'aime l'amitié et l'égalité entre toute l'humanité

lunedì 13 ottobre 2008

L'Africa a Parigi
Il programma delle mostre parigine su temi africani nei prossimi mesi è particolarmente ricco.
 
 
 
 
Institute du Monde Arabe: dal 14/10/2008  al 29/03/2009
Bonaparte et l'Egypte
www.imarabe.org/temp/expo/bonaparte.html
Due miti, quello di Napoleone e quello dell'Egitto faraonico. La campagna d'Egitto del 1798 condotta da Napoleone attorniato da 160 scienziati: l'esposizione, centrata sulla spedizione, prende in analisi un secolo di relazioni tra l'Egitto e la Francia, inquadrato simoblicamente da due date: la nascita di Napoleone e quella di Muhammad Ali, primo sovrano "modernista" dell'Egitto, nel 1769, l'inaugurazione del Canale di Suez, nel 1869. La nascita dell'egittologia, l'influenza dell'Egitto sulla Francia. 400 opere e oggetti artistici provenienti dai musei egiziani, americani ed europei.

 

Musee Dapper: dal 10 ottobre 2008 al 12 luglio 2009

"Femmes dans les arts d'Afrique"
www.dapper.com.fr/

Dalla nascita all'età adulta, passando per le tappe obbligatorie del matrimonio e del parto, le donne occupano in Africa (ancora oggi nelle società di villaggio) un posto particolare. Sono onnipresenti nella sfera privata, familiare, le loro attività e i ruoli sono estremamente diversi. Come appaiono le donne nelle arti africane? Atraverso 130 opere, principalmente statue, maschere e isnegne di status, questa nuova esposizione del Musee Dapper tenta di evocare la molteplicità delle rappresentazioni femminili.
 
Muséé di Quai Branly: dal 14 ottobre 2008 al 4 gennaio 2009.
"Peintures mytiques de Nouvelle-Guinée"
 
In mostra i dipinti di tre artisti contemporanei della Nuova Guinea (provincia del Sepik orientale): Kowspi Marek, Chiphowka Kowspi e Agatoak Kowspi. Attraverso il mito d'origine del popolo Kwoma, l'esposizione racconta come gli uomini sono usciti dalla terra...

E a Grenoble...
Il Sahara di Jean-Marc Dourou
Dal 1° novembre 2008 al 4 gennaio 2009 all'Orangerie del Museo di Grenoble esposizione di fotografie di  Jean-Marc DUROU, gioielli e oggetti tuareg, esemplari zoologici e reperti archeologici del museo. Un evento culturale che apre una riflessione sul futuro del Sahara, sfruttato per le sue ricchezze sotterranee, dove gli equilibri naturali sono sconvolti e i popoli nomadi del deserto rivendicano la loro identità.
lunedì 15 settembre 2008

Festad'AfricaFestival 2008

Festival internazionale delle culture dell'Africa contemporanea
settima edizione
Roma 16 – 21 Settembre 2008

Teatro Palladium Roma

Organizzata dal Centro Ricerche Teatrali scenaMadre, promuove e sostiene le espressioni artistiche contemporanee del continente africano, con lo scopo di conoscerne e diffonderne i contenuti e i valori universali e di sensibilizzare, attraverso la cultura, l'integrazione e l'incontro tra culture e popoli. Fino ad oggi sono state coinvolte e presenti al Festival più di 20 Nazioni. La Cultura contemporanea in tutte le sue forme dal Teatro alla Danza, dalla Musica alla Scultura, dal Cinema alla Letteratura con i loro artefici, sono i protagonisti di questo avvenimento: approfondimenti e programma http://www.festadafricafestival.com/

 

martedì 9 settembre 2008
L'Africa alla Mostra del Cinema di Venezia

Haile Gerima, una delle personalità più interessanti della cultura etiope e del cinema africano in generale, dopo anni di silenzio ha presentato alla Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia Teza, film-saga che attraverso il racconto della vita dell'intellettuale etiope Anberber ripercorre un significativo frammento di storia a cavallo tra Etiopia e Germania, Africa ed Europa, Occidente acculturato e Terzo Mondo vittima dittatura di Mengitsu. Teza, insieme a Gabbla (Inland) ha rappresentato l'Africa nel concorso. Teza è ambientato nel presente di un villaggio nel cuore dell'Etiopia dove Anberber, medico laureato in Germania, torna in età avanzata. Di ritorno in Etiopia, egli sarà travolto dall'invasione ideologica di dottrine politiche di stampo marxista, che alcuni capi-partito etiopi hanno importato da altri paesi. Dopo i due premi ufficiali della Mostra (quello della Giuria e quello di Cinemavvenire per il "Cinema per la pace e la ricchezza della diversità"), il regista etiope ha ricevuto a Venezia anche la Segnalazione Cinema for UNICEF, assegnata dalla giuria dei ragazzi del Leoncino d'Oro Agiscuola 2008.

Il Premio Fipresci al miglior film in concorso è stato attribuito a Gabbla (Inland) del  regista algerino Tariq Teguia, tornato a Venezia a presentare la sua opera seconda ambientata  in uno spazio da ridefinire tra l'Algeria, il Marocco e il Ciad: attraverso la vicenda del topografo Malek, analizza l'attuale Algeria tra guerre, fondamentalismi e povertà.

Il fantasma delle guerre coloniali fa da sfondo al lungometraggio della regista portoghese Margarida Cardoso, A Costa dos Murmúrios (La costa dei sussurri, 2004), liberamente tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice portoghese Lídia Jorge (La costa dei sussurri, Firenze, Giunti Editore, 1992, 280 pp). Nel 1988 la Jorge, che appartiene alla generazione di scrittori post rivoluzione, ha rielaborato la sue esperienza di vita in Angola e Mozambico negli anni delle guerre coloniali. Racconta in forma di diario personale l'esperienza della giovane Evita, che alla fine degli anni '60 si trasferisce in Mozambico per sposare il suo fidanzato Luis, giovane studente di matematica, trasferito dall'esercito in Africa. Ben presto la giovane si rende conto che Luis è non è più lo stesso e che le tensioni della guerra lo hanno portato a diventare una triste imitazione del capitano Forza Leal. Quando Evita rimane sola in seguito alla partenza dell'esercito portoghese per una missione al nord del paese, disperata cerca di comprendere cosa ha cambiato Luis: la ragazza capisce molti aspetti oscuri grazie a Helena, moglie di Leal, rinchiusa in casa in attesa del ritorno del marito a causa di un'assurda promessa. A questo s'intrecciano gli eventi politici e la scoperta della realtà attraverso l'incontro con un insolito giornalista.

Per ricordare il maestro del cinema egiziano Youssef Chahine, recentemente scomparso, la Mostra di Venezia ha scelto di proiettare il suo capolavoro del 1958, Bab al-hadid (Stazione centrale), un melodramma che combina atmosfere noir e un realismo ancora memore della lezione italiana, in cui Chahine ha modo di recuperare la passione per la recitazione, vestendo i panni di Kinnawi, un povero e zoppo venditore di giornali ossessionato dalla prorompente venditrice di bibite Hannouma.

Siti internet
 
Il  TARA, Trust for African Rock Art, ha lo scopo di informare sullo stato dei siti d'arte rupestre in Africa. Questa istituzione organizza missioni di ricerca e raccoglie dati indispensabili per la salvaguardia di questo patrimonio. E' un'organizzazione non governativa, no-profit, registrata in Kenya e in America.
 
Le edizioni Ibis Press note per le opere sul Sahara (Fleurs du Sahara, Arbres et Arbustes, Milieux et Paysages) annunciano l'apertura del sito http://www.sahara-sahel.com il cui scopo è diffondere informazioni sul Sahara e il Sahel. Il terreno d'informazione riguarda le questioni ambientali ed ecologiche, climatiche, storiche, politiche, sociali, agro-alimentari.



 

venerdì 30 maggio 2008
 
Una nuova agenzia di viaggi a Djanet
 
 
E' appena nata a Djanet una nuova agenzia di viaggi: è un segnale della rinascita di attività turistiche incoraggiata dal rinnovato interesse per l'Algeria. L'agenzia si chiama Imessoukal ed è specializzata nell'organizzazione di trekking con l'appoggio di cammelli, asini o veicoli 4 x 4 ed escursioni a cammello (meharée) nel sud algerino. Opera nella regione dei Tassili n'Ajjer, nel Tadrart, Nei Tassili dell'Hoggar, nell'Immidir, nel Tefedest e nella zona dei Grandi Erg. E' stata fondata da Lahcen Marmouri, un giovani targhi che dopo la laurea all'università di Algeri ha deciso di lavorare nella sua oasi, con suo fratello e un gruppo di amici. Imessoukal, nella lingua dei Tuareg, significa "viaggiatori". Nel sito internet  www.imessoukal-voyages.com belle immagini del Sahara algerino, notizie sul Parco del Tassili e un simpatico dizionario di tamahaq  (la lingua tuareg) destinato ai viaggiatori: è anche possibile ascoltare la pronuncia delle parole.
 
martedì 20 maggio 2008
Mostre: "Planète métisse : to mix or not to mix"

Musée Quai Branly, Paris
www.quaibranly.fr/
fino al 19 luglio 2009
affiche de l'exposition métisse

Tenendo conto dei contatti tra popoli e tradizioni, della coesistenza di identità che si mescolano, la nozione di "meticciamento" traduce una maniera di concepire i rapporti tra le diversità. L'esposizione intende stimolare l'immaginario dei visitatori nel quadro di un percorso che fa dialogare gli oggetti tra loro, dal XV secolo ai nostri giorni. Analizza le ripercussioni dell'espansione europea, principalmente spagnola, sulle altre civiltà e le influenze incrociate tra est ed ovest nell'ambito dei grandi progetti di espansione, cinese e musulmano in particolare.

Cinema: La Cotillard vola sul Sahara

Secondo Variety, l'attrice Marion Cotillard, premio Oscar (La Vie en rose) sarà la protagonista di un film avventuroso ad alto budget di produzione (24 millioni di dollari), prodotto da Gaumont e presentato in questi giorni a Cannes. Le riprese di Le dernier vol de Lancaster inizieranno a gennaio 2009 in Marocco, con la regia del franco-tunisino Karim Dridi, il cui ultimo film (Khamsa) uscirà in Francia a inizio ottobre. Il plot, ambientato negli anni '30, vede la Cotillard nel ruolo di Chubbie Miller, una giovane che si lancia alla ricerca del fidanzato Bill Lancaster (Guillaume Canet), precipitato col suo aereo in pieno deserto del Sahara.

martedì 29 aprile 2008

Un cartone interculturale Made in Puglia

Si intitola La luna nel deserto il mediometraggio di animazione in 3D firmato dal giovane regista Cosimo Damiano Damato,  distribuito nelle sale pugliesi dal 24 aprile.
L'idea del film è nata da un racconto di Raffaele Nigro: Desdemona e Cola Cola (edito da Giunti). Il film narra della storia d'amore interculturale tra una gazza originaria del deserto africano e una colomba veneziana. Superati manifesti razzismi, i due coroneranno il sogno d'amore e condivideranno con gli altri il dono della poesia impersonato dalla luna.
La rosa degli attori che hanno generosamente prestato la propria voce a La luna nel deserto annovera Michele Placido (il leone narrante), sua figlia Violante (la colomba Desdemona), Renzo Arbore (il cammello Tutankamon), Caterina Sylos-Labini (la luna), Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo (il pollo Marco e il colombo Cristoforo), Attilio Romita (il pellicano Sharabun), Leonardo Metalli (la gazza Cola Cola) e, in partecipazione davvero straordinaria, il nonno Arnoldo Foà.
Un capitolo a parte merita la musica del film, composta dai brani che hanno fatto la storia più bella dei Radiodervish, con un ruolo (sempre animato) per la voce di Nabil, ovvero la gazza Muezzin.
Il sito ufficiale del film: www.lalunaneldeserto.it.

Libri: "Atlante del turismo sostenibile in Africa", di Lina M. Calandra e Angelo Turco, Franco Angeli ed., 39 euro.Tutti vanno dappertutto, ma l'Africa accoglie ogni anno lo stesso numero di visitatori che raggiungono la sola Italia. Il turismo africano ha dunque un grande avvenire, a fronte di altre aree del mondo più note e frequentate, ma ormai sature e massificate. Certo le ragioni di una vacanza africana sono fortissime: si va per capire, di là dei modelli mediatici che propongono una realtà standardizzata, si va per emozionarsi nell'incontro tra persone e luoghi nel segno di un'intesa remota ed essenziale con la terra-madre; e si va, infine, per stimolare i sensi frustrati dalle omologazioni. Questo Atlante, con l'incisività dell'argomentazione figurativa e del racconto cartografico, mostra come l'industria dell'ospitalità si possa concepire oggi solo nel segno della sostenibilità. Chiave di volta dello sviluppo del Continente, la straordinaria risorsa turistica africana reclama strategie di valorizzazione attente sia all'ambiente che all'integrità delle formazioni sociali, nel quadro di politiche pubbliche coerenti e consapevoli della posta in gioco.

 

 

martedì 22 aprile 2008

L'Africa in piedi nelle piazze italiane

E' partita ad aprile la campagna "Africa c'è", con l'evento "Persone: Africa, società civile, cambiamento". Grazie a questo evento, l'Africa arriva nelle piazze di oltre 20 città italiane, con le sagome di 70 africani: uomini, donne, anziani e bambini di varia estrazione sociale, rappresentati negli abiti delle loro diverse professioni, dal professore al pescatore, passando per la parrucchiera e il giornalista.
L'iniziativa è stata lanciata da Chiama l'Africa e dal Cipsi e ha iniziato il suo viaggio per l'Italia a Venezia, il 18 aprile, a Campo Santa Margherita. L'allestimento delle sagome sarà accompagnato da varie iniziative, diverse da città a città: attività di educazione e promozione di un'Africa positiva nelle scuole, conferenze, corsi, seminari e spettacoli teatrali. Nella piazza insieme alle sagome ci sarà una anche "casa africana", in cui sarà possibile conoscere e comunicare attraverso programmi interattivi e alcuni collegamenti con realtà africane.
Per conoscere il percorso si si possono consultare i siti:
www.chiamafrica.it
www.cipsi.it

La diaspora africana a fumetti

Si intitola Un'eternità a Tangeri il volume a fumetti con il quale Eyoum Nganguè, giornalista e sceneggiatore del Camerun, denuncia la drammatica situazione dei migranti dall'Africa centro-occidentale. Il graphic novel, con i disegni dell'ivoriano Faustin Titi, ha vinto il premio "Africa e Mediterraneo" promosso dall'omonima associazione bolognese ed è stato pubblicato in Italia dalle edizioni Lai Momo, ma ha anche già avuto una versione svedese e una francese, mentre è in corso la traduzione in olandese.
La storia del giovane Gawa, il protagonista del fumetto, è quella di tantissimi ragazzi africani: migliaia ogni anno sono i giovani africani che bussano invano alle porte della Fortezza Europa e restano bloccati "Un'eternità a Tangeri", appunto. Come ha spiegato Nganguè, a Bologna per presentare il libro: «Partono da Mali, Congo, Camerun, Senegal, Ghana, per cercare un futuro in Europa. Di solito si tratta di giovani laureati che in patria non hanno prospettive di lavoro, oppure di agricoltori messi in ginocchio dalla siccità. Le ragazze spesso partono quando sono incinte, e partoriscono lungo la strada in condizioni rischiosissime, perché pensano che con un neonato la Guardia Civil spagnola non le rimanderà indietro. Famiglie e parenti fanno collette per raccogliere i soldi per il viaggio. Ma lungo la via per il Marocco questi giovani vengono sfruttati e truffati da un'infinità di persone: passeurs e trafficanti, poliziotti e doganieri corrotti a ogni frontiera, ladri e delinquenti».
Eyoum Nganguè, 41 anni, è caporedattore di Planète Jeunes, una rivista per adolescenti che ha la redazione a Parigi ma è diffusa in 40 mila copie in 26 Paesi africani. Vive in Francia da rifugiato politico, ed è presidente di Jafe, l'associazione dei giornalisti africani in esilio. Dal Camerun è stato costretto ad andarsene nel 1997, dopo aver fatto tre mesi di carcere con l'accusa di oltraggio alle istituzioni per un suo editoriale sul giornale satirico Le Messager Popoli.

Sahara Conservation Fund

Il Sahara è il più grande deserto del mondo. E' anche un incredibile caleidoscopio di colori, culture e storia. E'  un luogo di vita a diversità in cui la sopravvivenza della fauna e della flora è una sfida continua contro le temperature e l'aridità estreme. Sfortunatamente, la fauna selvaggia del Sahara scompare inesorabilmente giorno dopo giorno e la comunità internazionale assiste a quella che alcuni chiamano un'"estinzione silenziosa", L'orice, una grande antilope che in altri tempi era molto numerosa, è oggi estinta. Stesso destino per l'addax e per molte specie di gazzelle, e per le popolazioni sahariane di struzzi e ghepardi. Il Sahara Conservation Fund è stato fondato per conservare la fauna e la flora sahariana e sensibilizzare il mondo alla particolarità e alla ricchezza di questo ecosistema e ai rischi che corre. www.saharaconservation.org

lunedì 31 marzo 2008
18° Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina
dal 7 al 13 aprile 2008
Via Lazzaroni, 8 20124 Milano- Italia Tel: (+39) 02.66.96.258 Fax: (+39)02.66.71.43.38 e-mail: festival@coeweb.org www.festivalcinemaafricano.org
Il Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina è l'unico appuntamento italiano sul cinema dei tre continenti. Sezioni in Competizione: Concorso lungometraggi "Finestre sul mondo"
Film di fiction realizzati da registi d'Africa, Asia e America Latina; Concorso per il Miglior Film Africano Film di fiction della più recente produzione africana (durata minima 60 min.); Concorso Cortometraggi Africani (durata max. 59 min.); Concorso Documentari e Non Fiction Africani (durata max. 59 min.). Tra le sezioni parallele il festival presenterà : Omaggio a Sembène Ousmane, grande scrittore e regista senegalese spentosi a Dakar il 9 giugno 2007; sarà presentata la filmografia completa.
 
Algeria:
La festa di Tazrouk nell'Hoggar
Ogni anno, nella prima settimana di agosto (dal giovedì al sabato) i Tuareg dell'Hoggar si ritrovano a Tazrouk (140 km da Tamanrasset) per celebrare la memoria di un sant'uomo del villaggio, Moulay Abdallah. Pe tre giorni si svolge un grande multicolore di centinaia di uomini e donne venuti da tutto l'Hoggar in abiti tradizionali. E' l'occasione per i viaggiatori per assistere a serate di musica tradizionale (tendé e imzad), corse di cammelli, rappresentazioni dei migliori gruppi folkloristici della regione (takouba, baroud) e per essere accolti nelle splendide tende nomadi montate per questa occasione. Il modo migliore per assistere alla festa serebbe partire con i cammelli dal villaggio di Tahifet o dalla guelta di Afilal e poi tornare a Tam in fuoristrada passando per il massiccio dell'Assekrem. L'altitudine media è di 1.600 metri e il mese di agosto non è un mese caldo in questa regione sahariana.

"Fort Saganne" in Dvd

Fort Saganne è la versione cinematografica di un romanzo di Louis Gardel che racconta la storia ispirata alla vita del nonno, Gabriel Gardel, arruolato presso l'esercito di ufficiali di Camel dal 1911 al 1914. Non solo romanzo di grande successo, che ha ottenuto nel 1980 il Gran Premio dell'Académie Française, ma kolossal di prestigio, che, con un budget di 50 milioni di franchi, è considerato uno dei film più costosi della Francia. Lungometraggio del regista francese Alain Corneau, è uscito a marzo 2008 in DVd, distribuito da Medusa nella collana Raro Video, con contenuti extra, interviste, curiosità, biografia del regista e dichiarazioni degli attori oltre a una filmografia sull'Africa coloniale legata alla figura dell'attore Philippe Noiret. Il film parla dello storico corpo militare d'élite, la legione straniera francese, fondata dal Re Luigi Filippo nel 1831. Fort Saganne, interpretato da Gérard Depardieu, racconta la vita di Charls Saganne, l'ultimo dei grandi eroi coloniali francesi. Legionario nel Sahara dal 1910 al 1914 quando, all'età di 28 anni, muore in uno scontro a fuoco della 1° Guerra Mondiale. Coperto di gloria, nel 1922 viene dato il suo nome ad un forte nel deserto. Alcune scene del film sono girate in Mauritania. Nel film, come nel romanzo, si parla di avventura, di storia e di amore.

martedì 4 marzo 2008
MOSTRE
"Senegal, l'homme et la mer"
fino al 22/06/2008
Aquarium
Palais de la Porte Dorée
293, Avenue Daumesnil, Paris
tel. 01 44 74 84 80
http://www.aquarium.portedoree.org/
L'esposizione affronta il tema dei rapporti tra uomo e ambiente marino in Senegal. Comprende una sessantina di pannelli con testi pedagogici, illustrazioni e foto sui popoli pescatori, le credenze legate al mare, la conservazione delle risorse. Oggetti d'uso quotidiano completano la mostra: piroghe, pagaie, reti, nasse, cesti, ceramiche. Proiezioni video e fotografie sul mare (pesca, raccolta del sale e delle conchiglie). L'esposizione è affiancata dalle collezioni viventi dell'Aquarium e da pesci provenienti dal Senegal.

I pittori del deserto: Tamanrasset.
Si chiamano Benasbaghor Ahmed, Ben Sidi M'Hamad Fergui Ali, Fergui Ahmed, Anviéwed Babadi, Kasmi Abd Alfattah, e sono tutti tuareg di Tamanrasset. La pittura è la loro passione, dipingono sui muri della città, sui mobili, su insegne di piccoli ristoranti. Sono guide, informatici, muratori, talvolta disoccupati... ma prima di tutto artisti. Si possono vedere i loro quadri alla Maison de l'artisanat di Tam e nelle giornate di primavera li si vede allontanarsi per dipingere in mezzo al deserto ai piedi del Pic Laperrine o in un bel oued dell'Hoggar. Potrete scoprire le loro opere anche nei piccoli negozi di artigianato di Tamanrasset. Meritano di essere conosciuti e incoraggiati perché il loro lavoro è ispirato alla tradizione e all'ambiente del deserto.


FILM: Sono usciti in Dvd i seguenti film di argomento africano: Aida di Clemente Fracassi Italia, 1953. Il bandito della casbah (Pépé le moko), di Julien Duvivier , Francia.The Breed – La razza del male (The Breed) di Nicholas Mastrandrea Germania/Sudafrica/USA, 2006, Fort Saganne (id.) (inedito) di Alain Corneau Francia, 1984, Generali a confronto – La campagna d'Africa Nome in codice: Cleaner (Code Name: The Cleaner) (inedito) di Les Mayfield USA, 2007,Rush Hour – Missione Parigi (Rush Hour 3) di Brett Ratner USA, 2007.
venerdì 15 febbraio 2008

Algeria: La Maison de l'artisanat di Tamanrasset

Per la salvaguardia del patrimonio sahariano.

maison-artisanat-tamanrasset-004.jpg

Inaugurata nel gennaio scorso, la "Maison de l'artisanat" apre le porte al pubblico. Situata al centro di Tamanrasset di fronte all'Hotel Tin Hinan, ospita una ventina di botteghe dove si può scoprire la produzione artigianale dell'Hoggar: lavorazione delle fibre vegetali e della pelle, del metallo, della ceramica, tessitura e gioielli. Ci sono anche i laboratori degli artigiani, disposti ad accogliere i visitatori e a parlare del loro lavoro. Dalla terrazza al terzo piano dell'edificio si può godere una splendida vista su Tamanrasset e sul massiccio dell'Hoggar.

Mostre: "Ivoires d'Afrique". Musée du Quai Branly, Paris, 19 febbraio-11 maggio 2008 (www.quaibranly.fr)

Dal XVI secolo un certo numero di pezzi in avorio scolpiti dagli artisti africani provenienti da zone che corrispondono alla foce del fiume Congo, alla Sierra Leone e all'attuale Nigeria sono entrati a far parte di collezioni private come oggetti curiosi, esotici e di lusso. L'esposizione riunisce una ventina dei più antichi oggetti africani raccolti da europei e conservati in collezioni francesi, accompagnati da documenti riguardanti la questione della circolazione dei motivi iconografici tra Europa e Africa.

Il film su Ilaria Alpi in Dvd

Da qualche mese è in distribuzione il DVD del film Ilaria Alpi - Il più crudele dei giorni, per non dimenticare chi come Ilaria Alpi ha fatto del giornalismo un impegno civile. Il 20 marzo 1994 la giornalista Ilaria Alpi e il cameraman Miran Hrovatin vengono uccisi in un agguato a Mogadiscio. Il film ricostruisce fedelmente la vicenda dei due inviati. Tutto ha inizio nella ex Jugoslavia, quando la Alpi riceve informazioni su un traffico d'armi e rifiuti tossici tra l'Italia, i Balcani e la Somalia. Giunta nel paese africano insieme a Hrovatin per continuare le indagini, la giornalista arriverà troppo vicina alla verità. Una verità scomoda.

giovedì 31 gennaio 2008
"Guerra dell'uranio" in Niger.
 
In Niger le compagnie minerarie hanno creato centinaia di posti di lavoro ma i Tuareg sostengono che la gente che vive nella zona delle miniere non ne trae alcun beneficio economico ed accusano le compagnie che sfruttano l'uranio di danneggiare l'ambiente. Le radiazioni creerebbero seri problemi per la salute. Sull'argomento vedi il filmato della Reuters:
http://uk.reuters.com/news/video/videoStory?videoId=70131
 
Il Museo di Ardito Desio a Tripoli
 
In Libia si lavora per il ripristino del Museo di Storia Naturale creato dall'esploratore italiano Ardito Desio nel 1936 a Tripoli. Tutto il materiale si trova ora nel Castello Rosso dove è in corso il restauro dei locali dell'ultimo piano per ospitare il museo. Il Centro Studi Libici ha invitato per il 2008 la figlia di Desio a tenere una conferenza sulle ricerche scientifiche del padre in Libia. E' prevista anche un'esposizione con cimeli. l'Associazione Ardito Desio ha digitalizzato alcuni filmati realizzati dall'esploratore: Sahara, Karakorum, Afghanistan; sono scaricabili via internet all'indirizzo www.arditodesio.it/ArditoDesio/multimediale.html
 
Mostre: "Animal"
Musée Dapper- Paris
35 rue Paul Valéry
75116 Paris
tel. 01 45 00 91 75
fax. 01 45 00 27 16
communication@dapper.com.fr
http://www.dapper.com.fr
Fino al 30 mars 2008 (ore 11-19, chiuso il martedì)

animal livre

In Africa gli animali hanno un ruolo primario nei miti, nelle leggende, nei racconti, nei proverbi e negli indovinelli che perpetuano l'arte della parola. Le loro rappresentazioni plastiche, frequenti nella scultura, sono la faccia visibile di un simbolismo potente e complesso che è insito nelle cerimonie d'iniziazione, nei rituali propiziatori, nelle pratiche terapeutiche, negli atti di divinazione e stregoneria. Il Museo Dapper propone, attraverso circa 140 opere, maschere, statuette, oggetti ornamentali provenienti dai grandi musei europei e da collezioni private, una lettura delle forme, codici, simboli e metafore sulla presenza anumale nelle arti dell'Africa subsahariana.

 
giovedì 17 gennaio 2008

Costa d'avorio: via i lavoratori-bambini dalle piantagioni di cacao

Entro luglio nessun bambino ivoriano lavorerà nelle piantagioni di caffè e cacao: è l'impegno preso dal governo della Costa d'Avorio. A premere su tale decisione gli Stati Uniti, preoccupati del boicottaggio del cioccolato, proprio a causa del lavoro minorile.
II bambini lavoratori nelle piantagioni dell'Africa occidentale sarebbero circa 280mila, e si sarebbero registrati casi di compravendita di manodopera. I bambini, inoltre, sarebbero utilizzati per lavori logoranti e pericolosi, come il trattamento delle piante coi pesticidi.
La Costa d'Avorio è il maggior esportatore al mondo di cacao (43%). Un commercio che rappresenta da solo il 20% del Prodotto interno lordo nazionale e, con il caffé, il 40% delle esportazioni. Gli Stati Uniti sono il più grande importatore da questa regione. Ma da qualche anno crescono gli inviti al boicottaggio di questo prodotto, a causa dell'utilizzo di minori nelle coltivazioni.
Per evitare un crollo delle esportazioni, che si tradurrebbe irrimediabilmente in una grave crisi economica, il governo ivoriano ha dichiarato la propria intenzione di sradicare il lavoro minorile nelle piantagioni di cacao e caffè ed ha annunciato che ha in programma di costruire una ventina di scuole nelle vicinanze delle maggiori piantagioni del paese.

Cinema

Un olivo d'oro al cinema algerino - Si è chiuso il 13 gennaio a Sètif, in Algeria, il Festival du film amazigh, appuntamento annuale dedicato al cinema berbero. Vincitore dell'ottava edizione del festival è stato il marocchino Yassine Fennane per il film Squelette, che è stato insignito dell'Olivier d'Or. Il film racconta la storia di Hocine, un uomo che ritorna dalla città al suo villaggio natale con l'intenzione di donare il suo corpo alla scienza.
Un altro importante riconoscimento è stato il Premio per la migliore interpretazione maschile, attribuito a Salem Ait Ali Belkacem per il film Arezki, l'indigène di Djamel Bendeddouche (Algeria), un film che ricostruisce l'epopea del bandito gentiluomo che alla fine dell'Ottocento si oppose in Algeria all'amministrazione coloniale francese.

Arriva "Cous-cous" - Dall'11 gennaio, in 30 copie di cui almeno tre in versione originale, arriva nelle sale italiane l'atteso La Graine et le mulet di Abdellatif Kechiche, più prosaicamente ribattezzato Cous cous dai distributori italiani (Lucky Red). Arriva quattro mesi dopo le ovazioni tributatigli da pubblico e critica durante la Mostra di Venezia dove il film ha vinto il Gran Premio della Giuria ex-aequo, il Premio Marcello Mastroianni a Hafsia Herzi come Miglior attore rivelazione e il Premio Fipresci. Siamo a Sète, cittadina portuale vicino Marsiglia. Slimane viene fatto fuori dal cantiere navale per cui lavora da una vita. Ha un matrimonio fallito alle spalle, anche se passa a trovare ogni giorno l'ex-moglie e i numerosi figli, tutti alle prese con lavori precari e sottopagati. Neanche il calore di Latifa, che ha una pensione sul porto, e della figlia adolescente Rym, che lo ama come fosse il padre, riesce a cancellare il senso di inutilità che si porta dentro. Finché un giorno, mentre con una pala meccanica sta per distruggere una nave, gli si accende una piccola luce. Quando va alla banca per chiedere un prestito, accompagnato da Rym, nessuno sembra disposto ad aiutarlo: chi investirebbe 45 mila euro in un progetto di trasformazione di un relitto di nave in ristorante tunisino, presentato da un vecchio operaio in pensione, per giunta senza garanzie?