martedì 9 settembre 2008
L'Africa alla Mostra del Cinema di Venezia

Haile Gerima, una delle personalità più interessanti della cultura etiope e del cinema africano in generale, dopo anni di silenzio ha presentato alla Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia Teza, film-saga che attraverso il racconto della vita dell'intellettuale etiope Anberber ripercorre un significativo frammento di storia a cavallo tra Etiopia e Germania, Africa ed Europa, Occidente acculturato e Terzo Mondo vittima dittatura di Mengitsu. Teza, insieme a Gabbla (Inland) ha rappresentato l'Africa nel concorso. Teza è ambientato nel presente di un villaggio nel cuore dell'Etiopia dove Anberber, medico laureato in Germania, torna in età avanzata. Di ritorno in Etiopia, egli sarà travolto dall'invasione ideologica di dottrine politiche di stampo marxista, che alcuni capi-partito etiopi hanno importato da altri paesi. Dopo i due premi ufficiali della Mostra (quello della Giuria e quello di Cinemavvenire per il "Cinema per la pace e la ricchezza della diversità"), il regista etiope ha ricevuto a Venezia anche la Segnalazione Cinema for UNICEF, assegnata dalla giuria dei ragazzi del Leoncino d'Oro Agiscuola 2008.

Il Premio Fipresci al miglior film in concorso è stato attribuito a Gabbla (Inland) del  regista algerino Tariq Teguia, tornato a Venezia a presentare la sua opera seconda ambientata  in uno spazio da ridefinire tra l'Algeria, il Marocco e il Ciad: attraverso la vicenda del topografo Malek, analizza l'attuale Algeria tra guerre, fondamentalismi e povertà.

Il fantasma delle guerre coloniali fa da sfondo al lungometraggio della regista portoghese Margarida Cardoso, A Costa dos Murmúrios (La costa dei sussurri, 2004), liberamente tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice portoghese Lídia Jorge (La costa dei sussurri, Firenze, Giunti Editore, 1992, 280 pp). Nel 1988 la Jorge, che appartiene alla generazione di scrittori post rivoluzione, ha rielaborato la sue esperienza di vita in Angola e Mozambico negli anni delle guerre coloniali. Racconta in forma di diario personale l'esperienza della giovane Evita, che alla fine degli anni '60 si trasferisce in Mozambico per sposare il suo fidanzato Luis, giovane studente di matematica, trasferito dall'esercito in Africa. Ben presto la giovane si rende conto che Luis è non è più lo stesso e che le tensioni della guerra lo hanno portato a diventare una triste imitazione del capitano Forza Leal. Quando Evita rimane sola in seguito alla partenza dell'esercito portoghese per una missione al nord del paese, disperata cerca di comprendere cosa ha cambiato Luis: la ragazza capisce molti aspetti oscuri grazie a Helena, moglie di Leal, rinchiusa in casa in attesa del ritorno del marito a causa di un'assurda promessa. A questo s'intrecciano gli eventi politici e la scoperta della realtà attraverso l'incontro con un insolito giornalista.

Per ricordare il maestro del cinema egiziano Youssef Chahine, recentemente scomparso, la Mostra di Venezia ha scelto di proiettare il suo capolavoro del 1958, Bab al-hadid (Stazione centrale), un melodramma che combina atmosfere noir e un realismo ancora memore della lezione italiana, in cui Chahine ha modo di recuperare la passione per la recitazione, vestendo i panni di Kinnawi, un povero e zoppo venditore di giornali ossessionato dalla prorompente venditrice di bibite Hannouma.

Siti internet
 
Il  TARA, Trust for African Rock Art, ha lo scopo di informare sullo stato dei siti d'arte rupestre in Africa. Questa istituzione organizza missioni di ricerca e raccoglie dati indispensabili per la salvaguardia di questo patrimonio. E' un'organizzazione non governativa, no-profit, registrata in Kenya e in America.
 
Le edizioni Ibis Press note per le opere sul Sahara (Fleurs du Sahara, Arbres et Arbustes, Milieux et Paysages) annunciano l'apertura del sito http://www.sahara-sahel.com il cui scopo è diffondere informazioni sul Sahara e il Sahel. Il terreno d'informazione riguarda le questioni ambientali ed ecologiche, climatiche, storiche, politiche, sociali, agro-alimentari.



 

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